{"id":208,"date":"2022-12-01T00:00:00","date_gmt":"2022-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radio-auxilium-christianorum.mywire.org\/?p=208"},"modified":"2023-01-02T22:10:22","modified_gmt":"2023-01-02T21:10:22","slug":"san-charles-de-foucauld","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radio-auxilium-christianorum.mywire.org\/?p=208","title":{"rendered":"San Charles de Foucauld"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">(detto Carlo di Ges\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"682\" height=\"501\" src=\"https:\/\/www.radio-auxilium-christianorum.mywire.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/CharlesdeFoucauld.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-204\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sacerdote<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1 Dicembre<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<em>Mt 25,40<\/em>). In una lettera scritta quattro mesi prima di morire, san Charles de Foucauld (1858-1916) rivel\u00f2 che questo era stato il brano del Vangelo che pi\u00f9 gli aveva trasformato la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Celebre esploratore prima della conversione<\/strong>, la sua figura \u00e8 di un\u2019attualit\u00e0 dirompente per almeno due aspetti: il suo amore per l\u2019Eucaristia, che riconobbe quale presenza viva di Dio capace di rinnovare l\u2019uomo; il rapporto con i non cristiani e soprattutto con i musulmani. Visse in mezzo a loro, li aiut\u00f2, li am\u00f2. Da questo amore nasceva il suo desiderio di far loro conoscere Ges\u00f9, non attraverso la predicazione (non era il suo carisma e riteneva che prima bisognasse preparare il terreno) \u00abma con la preghiera, l\u2019offerta del Santissimo Sacrificio, la penitenza, la pratica della carit\u00e0\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Carlo era nato il 15 settembre 1858 in Francia<\/strong>, a Strasburgo, in una famiglia nobile. La madre, molto devota, gli insegn\u00f2 a pregare. A meno di 6 anni rimase orfano di entrambi i genitori. Ormai adolescente, cominci\u00f2 a leggere di tutto. Anche letture che gli fecero male. A poco a poco perse la fede. \u00abA 17 anni dentro di me c\u2019erano soltanto egoismo, vanit\u00e0, cattiveria, desiderio di male, ero come impazzito\u2026\u00bb. Alla morte del caro nonno materno tutta l\u2019eredit\u00e0 and\u00f2 a Carlo, che la dissip\u00f2 presto, cercando la sua felicit\u00e0 nelle feste, nei piaceri della gola, nelle donne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La carriera militare lo port\u00f2 in Algeria e Tunisia<\/strong>. Finite le spedizioni, per lui una goduria, si dimise dall\u2019esercito poich\u00e9 detestava la vita in caserma e aveva una passione: viaggiare. Volle esplorare il Marocco, allora in gran parte proibito agli europei. Carlo si prepar\u00f2 meticolosamente per 15 mesi, impar\u00f2 l\u2019arabo e l\u2019ebraico, e part\u00ec, in compagnia di un rabbino. Lui stesso, giunto nella parte pi\u00f9 pericolosa del Marocco, si travest\u00ec e si finse rabbino. Portava sempre con s\u00e9, di nascosto, un taccuino di 5 centimetri quadrati e una matita minuscola per appuntare tutto quanto vedeva di interessante. L\u2019avventura termin\u00f2 11 mesi pi\u00f9 tardi e gli valse &#8211; oltre a sassate, fame e pericoli vari &#8211; la medaglia d\u2019oro della prestigiosa Societ\u00e0 di Geografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al ritorno in Francia trascorse dei mesi dai familiari<\/strong>, conoscendo \u00abdelle persone molto intelligenti, virtuose e cristiane\u00bb. Sar\u00e0 in particolare la bellezza dell\u2019anima di una cugina, Marie de Bondy, a fargli credere che, magari, la fede che aveva smesso di professare non fosse una follia. \u00abHo iniziato ad andare in chiesa, senza essere credente, non mi trovavo bene se non in quel luogo e vi trascorrevo lunghe ore continuando a ripetere una strana preghiera: \u201c<em>Mio Dio, se esisti, fa\u2019 che io Ti conosca!<\/em>\u201d\u00bb. Scorrendo tra i suoi scritti, in alcuni tratti sembra di leggere sant\u2019Agostino. E sar\u00e0 proprio in una chiesa dedicata al&nbsp;<em>Doctor Gratiae<\/em>&nbsp;che Carlo, su consiglio della cugina, trover\u00e0 il sacerdote decisivo nella sua conversione: \u00abMi sono quindi rivolto all\u2019abate Huvelin. Gli ho chiesto delle lezioni di religione: mi ha ordinato di mettermi in ginocchio e di confessarmi, di andare a ricevere la Comunione seduta stante\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo Spirito Santo stava gi\u00e0 lavorando<\/strong>, ma \u00abnon ci misi un giorno solo a credere; a volte i miracoli del Vangelo mi sembravano incredibili, altre volte volevo intercalare le mie preghiere con brani del Corano. Ma la grazia divina e i consigli del mio confessore dissiparono queste nubi\u00bb. Quando in Carlo sorse il desiderio della vita religiosa, di vivere solo per il Dio che aveva scoperto, fu don Huvelin a frenarne (e verificarne), per tre anni, gli entusiasmi. Lo fece prima andare in pellegrinaggio in Terra Santa. E l\u00ec, tra Nazareth, Gerusalemme, Betlemme &#8211; dove partecip\u00f2 alla Messa nella notte di Natale (\u00abla dolcezza che ho provato a pregare in quella grotta, dove erano risuonate le voci di Ges\u00f9, Maria e Giuseppe, \u00e8 stata indicibile\u00bb) &#8211; cap\u00ec che la sua vocazione era di condurre la vita nascosta di Nostro Signore nei primi trent\u2019anni sulla terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 15 gennaio 1890 entr\u00f2 in un\u2019abbazia trappista<\/strong>, credendolo il miglior modo per seguire Ges\u00f9, perch\u00e9 \u00abognuno sa che l\u2019amore ha come primo effetto l\u2019imitazione\u00bb. Ma pian piano realizz\u00f2 di desiderare una povert\u00e0 pi\u00f9 radicale per meglio conformarsi al suo Amato. In quel periodo ebbe la prima idea di una nuova congregazione, fondata sul lavoro manuale e \u00abmolta preghiera\u00bb. Si sarebbero dovuti \u00abformare solo dei piccoli gruppi, espandersi ovunque, ma soprattutto nei paesi infedeli, cos\u00ec abbandonati, e dove sarebbe tanto dolce aumentare l\u2019amore e i servitori di Nostro Signore Ges\u00f9\u00bb. Nel gennaio 1897 ottenne dal superiore generale di lasciare i trappisti. And\u00f2 a Nazareth, dove per tre anni lavor\u00f2 come tuttofare dalle Clarisse, vivendo in una piccola capanna di legno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Inizi\u00f2 a chiamarsi Carlo di Ges\u00f9 e complet\u00f2 una Regola<\/strong>, che aveva al suo cuore l\u2019adorazione del Santissimo Sacramento. Proprio perch\u00e9 sarebbe stato impossibile vivere quella Regola \u00absenza che ci siano un prete e un tabernacolo\u00bb, decise di ricevere il sacerdozio. L\u2019imitazione della vita di Ges\u00f9 era, per de Foucauld, un tutt\u2019uno con il culto dell\u2019Eucaristia. L\u2019adorazione del Santissimo Sacramento fu la sua priorit\u00e0 perch\u00e9 era questa la causa dell\u2019urgenza di voler raggiungere gli altri. Secondo il santo, infatti, la \u2018sola\u2019 Presenza eucaristica \u00e8 irradiatrice di grazie e sostiene la santificazione di chi sta nelle vicinanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Part\u00ec poi per B\u00e9ni Abb\u00e8s<\/strong>, oasi nel Sahara algerino. Abit\u00f2 in un eremo con cappella, dove trascorse ore e ore davanti al tabernacolo. Quell\u2019eremo si trasform\u00f2 in un viavai di ammalati, poveri, soldati, semplici curiosi, con cui Carlo &#8211; che voleva che tutti lo considerassero \u00abcome loro fratello, il fratello universale\u00bb &#8211; parlava e tesseva amicizie. Nel 1904 inizi\u00f2 la sua missione presso i Tuareg, passando da un accampamento all\u2019altro in mezzo al deserto. Ne studi\u00f2 la lingua e la cultura, adoperandosi a diversi lavori linguistici e traduzioni, prima tra tutte quella del Vangelo. Quando pot\u00e9 fare la prima consacrazione in quelle regioni, scrisse: \u00abSacro Cuore di Ges\u00f9, grazie per questo primo Tabernacolo in terra Tuareg! Che sia il preludio di molti altri e l\u2019annuncio della salvezza di molte anime! Sacro Cuore di Ges\u00f9, risplendi dal fondo di questo Tabernacolo verso i popoli che ti circondano senza conoscerti! Rischiara, dirigi, salva queste anime che Tu stesso ami!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A Tamanrasset, durante la Grande Guerra, costru\u00ec anche una sorta di fortino<\/strong>&nbsp;per proteggere la popolazione locale dai predoni. E fu proprio una banda di predoni a ucciderlo l\u20191 dicembre 1916, primo venerd\u00ec del mese, giorno dedicato al Sacro Cuore. Ma quel chicco di grano non \u00e8 rimasto senza frutto, perch\u00e9 gli scritti di Carlo hanno avuto da allora una diffusione straordinaria. E oggi sono tanti i gruppi e congregazioni di laici, sacerdoti, religiosi e religiose che ne perpetuano il carisma in tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(detto Carlo di Ges\u00f9) Sacerdote 1 Dicembre \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (Mt 25,40). 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